Salerno, Fonderie Pisano: “Avanti con un progetto green altamente innovativo”
Mercoledì è in programma la Conferenze dei Servizi indetta dalla Regione per decidere in merito alla riattivazione dell’Autorizzazione integrata ambientale alle Fonderie Pisano la cui sospensione, il 25 marzo scorso, ha determinato l’interruzione dell’attività produttiva dello stabilimento di Fratte.
Nel corso della riunione sarà esaminato il progetto di decarbonizzazione presentato dalla proprietà delle Fonderie in attuazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato n.1870/2026 per superare le criticità evidenziate dalla Regione Campania in relazione alle BAT (Best Available Techniques – le migliori tecnologie in grado di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente).
“Il progetto che abbiamo presentato è altamente innovativo e prevede una trasformazione tecnologica dello stabilimento di Fratte che diventa totalmente green grazie allo smantellamento dei forni a carbone che è già avvenuto nei giorni scorsi e la sostituzione con forni elettrici, con una importante riduzione sia delle emissioni che dell’impatto olfattivo – spiega Ciro Pisano, amministratore delegato della Pisano & C SpA – Siamo fiduciosi che il progetto possa superare la verifica tecnica a cui sarà sottoposto in sede di Conferenza dei Servizi in quanto alla sua stesura ha dato il suo apporto uno dei massimi esperti a livello nazionale nel settore delle fonderie, l’ingegnere Gualtiero Corelli, rappresentante italiano della Commissione Europea che ha contribuito alla definizione delle nuove BAT per le fonderie di cui oggi discutiamo. Il nostro obiettivo è la ripresa immediata dell’attività produttiva per salvaguardare i livelli occupazionali e per non perdere altre commesse da parte delle numerose aziende che richiedono i nostri prodotti di eccellenza. Tale ripresa è inoltre indispensabile per raggiungere il nostro obiettivo finale e cioè continuare a fare il nostro lavoro nei nostri territori con la realizzazione di un nuovo polo industriale pienamente sostenibile, partendo dalla considerazione che non si può trasferire un’azienda che non ha clienti e non produce. Stiamo infine studiando, con l’aiuto di stimati professionisti, il progetto più idoneo per riqualificare l’area di nostra proprietà che sarà lasciata libera in seguito alla delocalizzazione dello stabilimento di Fratte”.





